Il 2 luglio, al termine di una campagna elettorale arroventata, il Messico ha votato per eleggere presidente e parlamento. Il candidato della sinistra Lopez Obrador, esponente del Prd (Partido de la revolucion democratica, il principale partito della sinistra messicana) che è stato perennemente in testa su quello della destra Felipe Calderon in tutti i sondaggi si è visto soffiare la vittoria presidenziale a causa di brogli evidenti che per ora hanno sancito seppure con solo lo 0,5% dei voti di vantaggio, la vittoria dell’esponente di destra.

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