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Con i casi del nuovo coronavirus che continuano ad aumentare e nessuna stabilizzazione in vista, gli infermieri in Massachusetts si sono trovati a combattere non solo il virus per mantenere se stessi e i loro pazienti sani e salvi. Tra l'inettitudine e l'inazione del governo e le barriere alle cure create dagli amministratori e dagli azionisti ospedalieri, gli infermieri stanno esercitando il loro potere collettivo e utilizzando le risorse del loro sindacato per assumere il controllo sui servizi di fornitura, supporto e assistenza agli operatori sanitari. Le azioni degli infermieri dimostrano chiaramente la tempestività e l'efficacia delle esigenze di controllo dei lavoratori.

Il sistema capitalista razzista ha prodotto ancora una volta la medesima tragedia, fino alle ultime parole, di supplica,  proferite sia da George Floyd che da Eric Garner a Staten Island, “I can’t breathe” (non riesco a respirare). Ciò ha scatenato alcune delle più grandi proteste che l’area di Minneapolis abbia mai visto. Mobilitazioni simili si sono già estese in altre città come Los Angeles e Memphis.

L’assassinio da parte della polizia di George Floyd – un uomo di colore disarmato, ammanettato da quattro agenti a Minneapolis prima di essere soffocato a morte – ha scatenato un’ondata di proteste in tutto il paese, che sono sfuggite al controllo delle forze dell’ordine in diverse città. Dopo gli omicidi di Ahmaud Arbery e Breonna Taylor, questa è l’ultima di una serie infinita di uccisioni da parte della polizia ed è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, scatenando uno tsunami di furia repressa contro tutte le ingiustizie della società americana. La necessità si è espressa attraverso il caso – anche se l’omicidio di Floyd non è stato certo una casualità.

Il governo di sinistra di Andrés Manuel López Obrador cerca di coniugare gli interessi e le aspirazioni delle masse che l’hanno portato al potere con le esigenze della borghesia. Nonostante i tentativi di placare la classe dominante, questa non si fida di AMLO e vuole rovesciare il suo governo.

La crisi del COVID-19 sta mettendo in luce i limiti delle organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), intrappolati tra gli interessi dell’imperialismo statunitense e cinese in competizione tra loro. Come un ombrello pieno di buchi, sono inutili proprio quando sarebbero più necessarie.
Venerdì 8 maggio, l’ONU non è stata in grado di approvare una risoluzione sulla pandemia di coronavirus. Ciò significa che, a quattro mesi dall’inizio della più grande crisi globale dalla seconda guerra mondiale, l’organizzazione il cui scopo è presumibilmente quello di favorire la cooperazione globale non ha nulla da dire o da fare al riguardo.

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La seguente dichiarazione della Tendenza marxista internazionale affronta l’oppressione incessante e brutale del Kashmir. Abbasso l’imperialismo! Per la lotta dei lavoratori per la liberazione del Kashmir! Per una Federazione socialista dell’Asia meridionale!

Martedì 28 aprile – in quella che i manifestanti hanno chiamato “la notte delle molotov” – i lavoratori si sono riversati nelle strade del Libano in una aperta dimostrazione di forza contro il governo. Le masse sono di nuovo in piazza per chiedere una soluzione alla terribile situazione economica che il Paese deve affrontare.

La crisi economica e la pandemia hanno reso particolarmente evidente come il capitalismo statunitense non rappresenti un’eccezione rispetto all’andamento generale della situazione politica. Come accade in tutto il resto del mondo, anche il sistema politico americano è soggetto a cambiamenti bruschi e improvvisi.

La Procavi è una grande azienda spagnola, leader nel settore della lavorazione della carne. È stata protagonista di azioni antisindacali sin dall’inizio della pandemia, il cui culmine è stato il licenziamento di due attivisti sindacali. Facciamo nostra la campagna lanciata dalla locale sezione sindacale del SAT e dai compagni di Lucha de Clases, la sezione spagnola della TMI.

L’ultimo discorso di Macron lo conferma: la sua priorità non è salvare il numero massimo possibile di vite umane, ma salvaguardare i profitti dei capitalisti. I suoi annunci sono motivati unicamente dalla difesa degli interessi materiali della classe dominante. Non a caso il Medef (la Confindustria francese Ndt) ha dichiarato subito il suo compiacimento per queste dichiarazioni.

La scorsa settimana, oltre 20.000 lavoratori sono scesi nelle strade del Bangladesh per rivendicare il pagamento dei loro salari dopo che le fabbriche di abbigliamento hanno smesso di pagare le maestranze a causa della mancanza di ordinativi. Con la pandemia globale di coronavirus che ha portato le grandi multinazionali come H&M, Walmart e Tesco a cancellare i loro ordini, molti lavoratori nelle fabbriche del Bangladesh sono da due mesi che non percepiscono alcun reddito. Ora, nonostante il “lockdown” imposto a livello nazionale, i lavoratori hanno organizzato massicce proteste rivendicando i propri salari e rischiando l’infezione per lottare contro i padroni.

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria si sono succeduti i decreti del governo Conte che, uno dietro l’altro, hanno aumentato le restrizioni. Ai decreti si sono unite le ordinanze delle diverse regioni. Si è sviluppata una campagna che ha promosso il distanziamento sociale, inviti a restare a casa, hashtag e appelli.

Nella giornata di ieri Bernie Sanders ha annunciato che appoggerà ufficialmente Joe Biden nelle elezioni presidenziali contro Donald Trump. È la seconda volta, dopo le elezioni del 2016, che Bernie disattende le speranze di milioni di suoi sostenitori, gettandosi fra le braccia dei candidati più moderati del Partito democratico. I nostri compagni di Socialist Revolution negli Usa hanno lanciato questo appello che sta già ricevendo un notevole successo.