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Dopo quasi tre mesi dalle elezioni del 4 marzo, finalmente il governo 5 stelle – Lega ha giurato davanti al Presidente della Repubblica, lo scorso 1 giugno. In questi tre mesi non sono mancati i colpi di scena e i cambiamenti improvvisi dello scenario politico. Sono il risultato del terremoto provocato dalle elezioni, che non avevano prodotto alcun vincitore e punito severamente i partiti che erano stati i pilastri dei governi degli ultimi vent’anni, Pd e Forza Italia.

Con la rinuncia del primo ministro Conte e con l’incarico a Cottarelli si è consumato un nuovo passaggio nella profonda crisi politica italiana e non solo.

Ci sono state festeggiamenti per le strade di Dublino la sera dello scorso 25 maggio, quando l’establishment conservatore in Irlanda ha ricevuto un altro duro colpo. Il voto schiacciante per l’abrogazione dell’articolo 8 della Costituzione, che vietava l’aborto in Irlanda, segue il”Sì” del referendum sul matrimonio gay tre anni fa, un risultato inaspettato.

Lo spettacolo delle celebrazioni per l’inaugurazione della nuova ambasciata Usa a Gerusalemme, lo scorso lunedì 14 maggio, è in netto contrasto con il massacro avvenuto a Gaza, dove nella stessa giornata 59 manifestanti palestinesi sono stati uccisi e oltre 2.700 feriti dai cecchini israeliani.

Tutti i nostri compagni sono stati liberati! Bilawal Baloch, Raja Umar and Mohammed Gulbaz sono al sicuro con i compagni della sezione pakistana della Tmi. Il merito è tutto della meravigliosa campagna di solidarietà che condotta in Pakistan e a livello internazionale!

Ieri a Karachi altri due sostenitori del gruppo Lal Salaam sono stati rapiti dai Rangers, un corpo di polizia dello Stato pakistano. Stavano protestando pacificamente, insieme ad altri attivisti e gruppi di sinistra di fronte al Karachi Press Club, contro i precedenti sequestri quando i militari hanno caricato il presidio e quattro manifestanti sono stati portati via. In seguito due di loro sono stati rilasciati. I due che non sono stati rilasciati sono Yasir Irshad e Shay Razai, che sonotuttora detenuti dai Rangers. Sul sequestro di ieri, leggi questa...

Mentre stavamo traducendo questo appello, è giunta la notizia che anche un settimo compagno, Bilawal Baloch, vice segretario generale della Progressive Youth Alliance a Quetta (Belucistan) è scomparso da ieri e con ogni probabilità è stato rapito dalla polizia a Karachi.

Stamattina, gli Stati Uniti e i loro “alleati”, la Gran Bretagna e la Francia, hanno bombardato molteplici obiettivi governativi in Siria, in un’operazione che aveva come obiettivo siti legati ai presunti programmi di guerra chimica. Le esplosioni, ha dichiarato il Pentagono, hanno colpito la capitale, Damasco, e due postazioni vicine alla città di Homos,. “La Gran Bretagna, la Francia e gli Stati Uniti d’America hanno legittimamente schierato le proprie forze contro la barbarie e la brutalità”, ha dichiarato Trump in un discorso alla nazione dalla Casa Bianca, intorno alle 21:00 ora locale.

Domenica 15 aprile, centinaia di migliaia di persone sono scese di nuovo in piazza a Barcellona contro la repressione dello stato spagnolo. La rivendicazione principale era la libertà per i prigionieri politici catalani – i manifestanti hanno marciato sulla base dello slogan “Us Volem a Casa” (“Vi vogliamo a casa”). Questo è accaduto alla fine di una settimana in cui lo stato ha tentato (e ha fallito) di accusare di terrorismo militanti del Comitato per la Difesa della Repubblica (CDR). La massiccia dimostrazione ha rivelato la capacità di ripresa del movimento, nonostante una direzione incapace di indicare quale strada seguire.

La magistratura continua con i suoi abusi di potere. Il Tribunale federale ha respinto la richiesta di habeas corpus di Lula e il giorno seguente, prima che nuovi ricorsi potessero essere inoltrati al Tribunale federale regionale della Qurta regione, il giudice Sérgio Moro ha ordinato l’arresto di Lula.

La proclamazione della Repubblica da parte del Parlamento catalano il 27 ottobre è stata di breve durata. Lo stato spagnolo era pronto a schiacciarla in maniera decisa mentre il governo catalano non aveva alcun piano né una strategia per difenderla. Tuttavia, questa, non è la fine del movimento.