Il 14 giugno la Camera dei Deputati argentina ha approvato la legalizzazione dell’aborto. Dopo quasi 20 ore di votazione, ci sono stati 129 voti a favore, 125 contrari e un’astensione. Ma il voto a favore è il risultato di una vasta e massiccia lotta della gioventù contro la violenza di genere, con le mobilitazioni iniziate nel 2015 dopo il brutale omicidio di Lucía Pérez. Il movimento è diventato popolare come #niunamenos.

Dopo quasi tre mesi dalle elezioni del 4 marzo, finalmente il governo 5 stelle – Lega ha giurato davanti al Presidente della Repubblica, lo scorso 1 giugno. In questi tre mesi non sono mancati i colpi di scena e i cambiamenti improvvisi dello scenario politico. Sono il risultato del terremoto provocato dalle elezioni, che non avevano prodotto alcun vincitore e punito severamente i partiti che erano stati i pilastri dei governi degli ultimi vent’anni, Pd e Forza Italia.

Ci sono state festeggiamenti per le strade di Dublino la sera dello scorso 25 maggio, quando l’establishment conservatore in Irlanda ha ricevuto un altro duro colpo. Il voto schiacciante per l’abrogazione dell’articolo 8 della Costituzione, che vietava l’aborto in Irlanda, segue il”Sì” del referendum sul matrimonio gay tre anni fa, un risultato inaspettato.

Lo spettacolo delle celebrazioni per l’inaugurazione della nuova ambasciata Usa a Gerusalemme, lo scorso lunedì 14 maggio, è in netto contrasto con il massacro avvenuto a Gaza, dove nella stessa giornata 59 manifestanti palestinesi sono stati uccisi e oltre 2.700 feriti dai cecchini israeliani.

Ieri a Karachi altri due sostenitori del gruppo Lal Salaam sono stati rapiti dai Rangers, un corpo di polizia dello Stato pakistano. Stavano protestando pacificamente, insieme ad altri attivisti e gruppi di sinistra di fronte al Karachi Press Club, contro i precedenti sequestri quando i militari hanno caricato il presidio e quattro manifestanti sono stati portati via. In seguito due di loro sono stati rilasciati. I due che non sono stati rilasciati sono Yasir Irshad e Shay Razai, che sonotuttora detenuti dai Rangers. Sul sequestro di ieri, leggi questa Agenzia reuters. Forniremo maggiori informazioni nel corso della giornata.

Stamattina, gli Stati Uniti e i loro “alleati”, la Gran Bretagna e la Francia, hanno bombardato molteplici obiettivi governativi in Siria, in un’operazione che aveva come obiettivo siti legati ai presunti programmi di guerra chimica. Le esplosioni, ha dichiarato il Pentagono, hanno colpito la capitale, Damasco, e due postazioni vicine alla città di Homos,. “La Gran Bretagna, la Francia e gli Stati Uniti d’America hanno legittimamente schierato le proprie forze contro la barbarie e la brutalità”, ha dichiarato Trump in un discorso alla nazione dalla Casa Bianca, intorno alle 21:00 ora locale.

Domenica 15 aprile, centinaia di migliaia di persone sono scese di nuovo in piazza a Barcellona contro la repressione dello stato spagnolo. La rivendicazione principale era la libertà per i prigionieri politici catalani – i manifestanti hanno marciato sulla base dello slogan “Us Volem a Casa” (“Vi vogliamo a casa”). Questo è accaduto alla fine di una settimana in cui lo stato ha tentato (e ha fallito) di accusare di terrorismo militanti del Comitato per la Difesa della Repubblica (CDR). La massiccia dimostrazione ha rivelato la capacità di ripresa del movimento, nonostante una direzione incapace di indicare quale strada seguire.