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La rivoluzione siriana del marzo 2011 è parte di una più ampia ondata di rivoluzioni diffusasi in tutto il mondo arabo. La Tendenza Marxista Internazionale l’ha appoggiata senza riserve, nonostante i limiti intrinseci di questo processo. Da allora, tuttavia, a causa della mancanza di una direzione rivoluzionaria, quella che era una reale espressione delle aspirazioni delle masse è stata dirottata da elementi reazionari che hanno un programma ben diverso.

Il 32° Congresso dei marxisti pakistani (la tendenza marxista The Struggle) si è aperto sabato, 9 marzo, ed è andato oltre ogni aspettativa in termini di partecipazione di compagni e simpatizzanti. È stato il più grande congresso mai svolto, con 2769 compagni registrati. I partecipanti  sono giunti da tutto il paese in un ambiente di grande entusiasmo, mentre il Pakistan si trova nella sua crisi più profonda.

In un momento di declino e crisi del capitalismo, la religione rappresenta per molti esseri umani una certezza a cui aggrapparsi. Ma se neanche un papa è più certo di restare al suo posto fino alla morte, anche questa illusione di solidità mostra tutte le sue crepe. Gli effetti del sorprendente annuncio di papa Benedetto XVI sulla coscienza di oltre un miliardo di cattolici saranno quelli di un terremoto interiore, che non potrà non avere conseguenze politiche.

Una crisi di sistema. É questo il dato che ci consegnano le elezioni del 24-25 febbraio. Ne parla preoccupato il Wall Street Journal, secondo cui “nonostante le preoccupazioni dei mercati, le elezioni italiane hanno prodotto il peggior esito possibile”. Piuttosto allarmato è anche il Financial Times, che titola un suo editoriale del 26 febbraio “L’Italia fa un passo verso l’ignoto”.

La sconfitta di Rivoluzione civile e di Rifondazione comunista, che ne è stata parte fondante, ha dimensioni senza appello. Non basta quindi un sussulto d’orgoglio o uno sforzo volontaristico per mettersela alle spalle e tracciare una prospettiva credibile. È necessario invece andare alla sua radice originaria e rileggere, alla luce dei dati reali, una realtà che, con ogni evidenza, il gruppo dirigente del nostro partito da tempo non era più in grado di vedere.

Xi-Jinping, poco conosciuto in Occidente, sarà il presidente della Cina per i prossimi dieci anni, o per lo meno lo sarà se riuscirà a tenere chiuso il coperchio della pentola ribollente di rabbia che è diventata la Cina di oggi. Il nuovo primo ministro è Li Keqiang, che era dato come successore più probabile, sponsorizzato dal Presidente uscente.

L’intervento militare in Mali ha impegnato la Francia in una nuova guerra imperialista. Dietro alle motivazioni ufficiali, mira a proteggere ed estendere le posizioni economiche e strategiche del capitalismo francese nella regione. Oltre alle sue risorse naturali – attuali e potenziali - il Mali, terzo produttore africano di oro, è circondato da diversi paesi dove grandi gruppi francesi come Total e Areva, hanno forti implicazioni.

I lavoratori della " VIOMIHANIKI METALLEYTIKI" (Vio.Me.) di Salonicco, una fabbrica di materiale edile, hanno preso una decisione importante per l'intero movimento operaio. Hanno riaperto nella fabbrica abbandonata che il padrone voleva chiudere, sotto il loro controllo e la loro gestione. Contemporaneamente rivolgono un appello a tutti i lavoratori del paese, per organizzarsi democraticamente e produrre in tutte le fabbriche del paese seguendo il loro esempio e per promuovere una politica sciopero generale ad oltranza!

La Coca Cola International è uno dei più famosi monopoli al mondo nel settore delle bevande. La compagnia ha ampliato la sua rete commerciale in ogni parte del mondo. La compagnia produce profitti maggiori del PIL di molti tra i cosiddetti "paesi del terzo mondo". Tuttavia, questi enormi profitti si basano sullo sfruttamento dei lavoratori. Al fine di migliorare il suo tasso di profitto, i manager della Coca Cola usano politiche antioperaie e le forze repressive dello stato per attaccare i diritti dei lavoratori.

La mattina del 6 febbraio, Chokri Belaïd, un importante leader della sinistra tunisina, è stato assassinato davanti alla sua casa a Tunisi. Migliaia di persone sono scese in piazza e hanno attaccato gli uffici del partito al governo, Ennahda, ritenuto responsabile dell'assassinio. Uno sciopero generale è stato convocato per oggi, 8 febbraio.

Il 31 gennaio il quotidiano spagnolo El Paìs ha pubblicato alcuni documenti che dimostrano come i vertici del Partito Popolare, attualmente al potere, abbiamo ricevuto pagamenti regolari e in contanti dal partito. Quei soldi erano donazioni illegali provenienti da grandi imprenditori, particolarmente del settore edilizio e della sicurezza privata.

Hollande ha deciso di mostrare i muscoli. Sulla base della “minaccia del terrorismo islamico” ha già dispiegato 1700 soldati in Mali, mentre altri ottocento sono attesi a giorni.