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Solo dopo la mezzanotte del 15 luglio il parlamento greco ha alla fine approvato una legge onnicomprensiva che contiene tutte le “misure preliminari" richieste dalle istituzioni. La votazione è stata accolta con scioperi, manifestazioni e da una ribellione da parte di 38 deputati Syriza, insieme  all'opposizione della maggioranza dei membri del Comitato centrale del partito.

Con l'avvicinarsi del referendum, la polarizzazione politica sta raggiungendo livelli mai visti prima in Grecia. Gli eventi delle ultime 48 hanno rivelato l'impostura della democrazia borghese; la Troika non è disposta ad accettare alcuna concessione suggerita dal governo greco, e chiede a gran voce la rimozione di Tsipras.

Il governo di Michelle Bachelet sta bruciando le opportunità concesse dai lavoratori e dagli studenti cileni. La crisi sta cominciando a farsi sentire con maggior forza troncando le speranze di riforma che la Nuova Maggioranza, dalla DC fino al Partito Comunista Cileno, aveva raccolto. Le mobilitazioni studentesche e operaie e la repressione riappaiono accompagnate da una polarizzazione crescente nella società cilena.

Gli irlandesi hanno votato in modo schiacciante per l’uguaglianza matrimoniale, facendo dell’Irlanda la prima nazione a stabilirla tramite le urne. Questa è una vittoria del futuro sul passato, del giovane sul vecchio, della ragione sull’ignoranza, delle aree urbane che guardano avanti sull’arretrata Irlanda rurale.

La classe dominante spagnola e i suoi rappresentanti politici di destra hanno ricevuto un colpo molto duro che li ha lasciati del tutto sconcertati e perplessi. Prevedono uno scenario da incubo per i loro interessi, con la prospettiva che quattro delle cinque maggiori città del paese, compresa la capitale, Madrid, vengano governate da PODEMOS e forze alleate ad esso.

Oggi, le grandi imprese ed i pezzi grossi della City di Londra festeggiano la loro vittoria coi loro amici del Partito Conservatore, i Tories. Si stappano le bottiglie di champagne mentre i dividendi s'innalzano. Il partito dei ricchi è di nuovo in sella, e con una maggioranza inaspettata alla Camera dei Comuni (la camera bassa del Parlamento britannico).

Più di 700 morti e una cascata di dichiarazioni ipocrite e stupidaggini di vario tipo. Come sempre l'immigrazione è un tema che accende e scalda gli animi: ad ogni strage non mancano i falsi cordogli e le sparate di quel razzismo che ispira l'attuale politica migratoria. Una politica che prima provoca centinaia di morti e poi lucra sull'ecatombe agitando lo spauracchio dell' “invasione”.

La cosiddetta “Rivoluzione di Maidan” doveva essere a sostegno della democrazia e dei valori occidentali, contro la corruzione e l’oligarchia. Il risultato è stata la sostituzione del dominio di un gruppo di oligarchi con quello di un altro gruppo e adesso quelli che hanno beneficiato del cambiamento si fanno la guerra a  vicenda per spartirsi il bottino. 

Varoufakis, il ministro delle Finanze greco, si presenta come un marxista - anche se "erratico" - e viene descritto come tale anche dai media borghesi. Noi sosteniamo sia il classico riformista che crede che una soluzione alla crisi attuale possa essere trovata all'interno del sistema capitalista, una cosa che Marx non ha mai sostenuto.

Le elezioni nella popolosa regione del sud della Spagna, tenutesi domenica scorsa, erano cariche di una valenza nazionale. Pubblichiamo ampi estratti dell'analisi pubblicata dai marxisti di Lucha de clases, promotori dei circoli Podemos por el socialismo.

Domenica 14 marzo, il trentaquattresimo congresso annuale di "The Struggle" ("La Lotta"), sezione pakistana della Tendenza Marxista Internazionale, ha dato inizio ai propri lavori a Lahore. Questa evento rappresenta una pietra miliare per la crescita e lo sviluppo delle forze del marxismo in Pakistan. Durante l'apertura del congresso, abbiamo assistito a scene che dimostravano un entusiasmo incredibile mentre i compagni che arrivavano da tutto il Pakistan cominciavano ad affollare l'enorme sala dell'edificio Aiwan-e-Iqbal nel centro di Lahore.

Quasi due volte a settimana, negli Stati Uniti, un nero viene ucciso da un poliziotto bianco. A Ferguson, Missouri, la morte di un altro giovane nero per mano della polizia, è stata una di troppo. La necessità ha espresso se stessa per mezzo di un fatto casuale, e l’omicidio di Mike Brown ha scatenato un’ondata di indignazione repressa attraverso il paese. Le proteste quotidiane e gli scontri notturni con polizia, agenti statali e guardia nazionale hanno inondato i media con scene che ricordano Gaza e l’Iraq dei nostri giorni, o gli Stati Uniti degli anni ’50 e ’60.