Messico - Attacco politico del giornale El Universal alla Tendenza marxista Militante

Italian translation of Mexico: Marxist Tendency "Militante" under attack - urgent appeal for action (September 1, 2006)
La mobilitazione in Messico contro i brogli elettorali sta assumendo un carattere rivoluzionario. Dopo le tre grandi manifetazioni a Città del Messico che hanno coinvolto milioni di persone, la denuncia della corruzione del sistema e il rifiuto della maggioranza governativa ha assunto il punto più alto nello Stato di Oaxaca. Qui la popolazione sull’onda della mobilitazione generale ha preso misure concrete organizzandosi nell’Assemblea popular del pueblo de Oaxaca (Appo), un organismo consiliare nel quale sono rappresentate tutte le forze sociali che sono entrate in conflitto con il governo e che contende a quest’ultimo il potere.
 
In questo contesto si sprecano le menzogne della stampa borghese nel descrivere la mobilitazione popolare, di massa e della classe operaia, come atti di una minoranza violenta fuori controllo o come guerriglia urbana. Alle menzogne si è accompagnata la repressione dello Stato, che mostra la paura della classe dominante nei confronti del movimento e della crescente presa di coscienza delle masse.
La realtà è ben diversa e la redazione di FalceMartello si considera in prima linea nella battaglia per diffondere la verità dei fatti.
La Tendenza marxista Militante, che è parte, come noi, della Tendenza marxista internazionale, è stata coinvolta in queste lotte fin dall’inizio ed è ora una delle numerose organizzazioni oggetto della repressione dello Stato. Pubblichiamo qui di seguito una esauriente risposta dei compagni ad una serie di articoli usciti su un importante quotidiano messicano El Universal. I compagni vengono accusati di essere fiancheggiatori della guerriglia e esortano le forze dell’ordine a non lasciare impuniti i terroristi. È chiaro l’intento dell’articolo e il suo mandante governativo: promuovere nell’opinione pubblica appoggio perlomeno passivo alla repressione. Chiediamo a tutti i nostri sostenitori, oltre che di diffondere il nostro materiale, anche di inviare messaggi di protesta e/o di solidarietà ai seguenti indirizzi e-mail:

il giornalista autore dell’articolo:
Raymundo Riva Palacio, El Universal This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Secretaria de Gobernaciòn del Govbiernode La Republica de México, Secretario: Lic. Carlos M. Abascal Carranza  This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

La Jornada (quotidiano nazionale progressista) http://www.jornada.unam.mx/contacto/
(indirizzate il vostro messaggio alla sezione del Correo Illustrado)

Tendenza marxista Militante This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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Sindacato dei lavoratori della scuola, sezione 22 di Oaxaca
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La risposta dei compagni del Militante

Sabato, 26 agosto 2006

Nell’edizione di oggi de El Universal, nella colonna di Raymundo Riva Palacio, sotto il titolo “Guerriglie”, c’è un tentativo di legarci all’Ejército Popular Revoluccionario (Epr) nel modo seguente:

“All’Epr si sono uniti tatticamente degli alleati, come la corrente rivoluzionaria trotskista che, attraverso il suo organo di stampa El Militante, ha pubblicato lo scorso 17 agosto un testo su ‘La lotta contro i brogli e le lezioni di Oaxaca’ dove denuncia ‘i brogli elettorali’ commessi dal presidente Vicente Fox e, appoggiando la resistenza messa in campo da Andres Manuel Lòpez Obrador, difende l’idea di acutizzare le contraddizioni e di formare (evocazione guevariana) ‘una, due, tre Oaxaca’.


Questo appoggio a Lòpez Obrador non viene da chi viaggia sulla stessa barca, ma è il risultato di un orientamento tattico della guerriglia che approfitta delle condizioni politiche create dal candidato della coalizione Por el bien de todos (il nome ufficiale della coalizione che sostiene Obrador – NdT). Leggiamo: ‘Una prospettiva desolante di disoccupazione, malattie, emigrazione, lavoro precario, lavoro nero, salari da fame, droga e decomposizione sociale, una sfiducia nel futuro è ciò che ha spinto le masse alla lotta. Il broglio ha catalizzato tutto questo. Ciò che c’è dietro al movimento contro i brogli è l’esasperazione delle masse, come ha espresso chiaramente, ad Oaxaca, l’Assemblea popular del pueblo de Oaxaca (Appo) che lotta non solo per rovesciare il governatore del Pri Ulises Ruiz ma anche per la formazione di un governo popolare, che è possibile solo coordinando ed estendendo la lotta a tutto il paese. Bisogna far rispettare il voto popolare ma anche trasformare la società su linee socialiste.”

Allo stesso modo nell’edizione dell’11 agosto, nella rubrica “Bajo Reserva” con firma “I giornalisti dell’Universal” c’è un attacco contro di noi che dice quanto segue:

“Stupisce l’impunità di cui gode il leader dei gruppi giovanili che chiedono più spazio all’Unam (Università autonoma di Citta del Messico - NdR). Il suo nome è Nahum Pérez Monroy ed è noto il suo legame con una delle correnti del Prd. Si vanta di avere influenza politica e gli piace ostentarlo. Nonostante cerchi la notorietà, i servizi di sicurezza del governo dichiarano di non aver chiaro a quali ordini risponde”.

Nahum Pérez Monroy è un membro del Coordinamento dei Comitati di lotta e informazione contro il broglio elettorale (Clicfe) che si è costituito l’8 luglio dopo l’assemblea organizzata da Obrador in piazza dello Zòcalo a Città del Messico, ed è anche membro della Tendenza marxista Militante, la tendenza operaia nel Prd.
È chiaro che questo attacco proviene dal governo che ha fatto uso dei propri pennivendoli come Riva Palacio. Solo così può spiegarsi questo grossolano e infame tentativo di legarci all’Epr, quando il lavoro della nostra organizzazione con il periodico Militante è sempre stato aperto e pubblico, senza alcun legame con i metodi del terrorismo individuale. Questo lo hanno potuto verificare milioni di lavoratori nelle campagne e nelle città attraverso 16 anni di ininterrotta attività con la pubblicazione del nostro giornale.


La tendenza marxista Militante è stata a fianco delle lotte del movimento operaio, dei contadini poveri e anche del movimento giovanile attraverso le lotte studentesche. Per esempio, abbiamo lottato con i lavoratori dello Sme contro la privatizzazione del settore elettrico, con i lavoratori del Imss conro la riforma pensionistica, abbiamo promosso e diretto i movimenti studenteschi in difesa della scuola pubblica, tanto a Città del Messico come in altre città del paese, siamo stati con gli eroici operai di Sicartsa, così come siamo al fianco di milioni di lavoratori e contadini poveri che lottano in ogni modo contro l’imposizione di Felipe Calderòn. È noto pubblicamente il nostro intervento nella base del Prd dalla sua fondazione tanto sul piano elettorale come su quello sociale.


Questo attacco si propone di collocare la Tendenza marxista Militante al fianco della lotta armata allo scopo di preparare l’opinione pubblica ad accettare una possibile repressione contro di noi. Neghiamo qualsiasi vincolo con i gruppi guerriglieri e rivendichiamo i metodi tradizionali della classe operaia. Così come ha dimostrato la lotta contro il “desafuero” di Lopez Obrador e le manifestazioni di massa dell’8, 16 e 30 luglio scorsi, consideriamo che la trasformazione sociale può essere opera solo dell’immensa maggioranza dei lavoratori delle campagne e delle città, facendo leva sui metodi tradizionali di lotta che sono: la formazione di quadri, gli scioperi, le manifestazioni, le assemblee, le marce, la formazione di comitati di lotta, picchetti, blocchi, e la costruzione di partiti, sindacati e altre strutture di massa che mantengano la propria indipendenza di classe.
Rispondiamo e risponderemo a questo attacco del governo Fox, attraverso l’agente politico Riva Palacio, con argomenti politici inequivocabili, così come con l’approfondimento della nostra tattica avanzando nel movimento operaio e nel Prd, per organizzare dal basso lo SCIOPERO GENERALE DI 24 ORE perché il Prd conquisti la presidenza, come primo passo per la trasformazione socialista della società.


Come marxisti del Prd e dei sindacati abbiamo difeso apertamente nel Prd, nei comitati di base contro il broglio, nell’accampamento della piazza dello Zocalo-Reforma, che è necessario organizzare immediatamente uno sciopero generale di 24 ore, attraverso la partecipazione attiva dei sindacati e delle organizzazioni contadine di tutto il Messico. Uno sciopero del genere, paralizzerebbe la produzione di tutto il paese e creerebbe le condizioni per organizzare comitati in tutte le fabbriche e zone rurali, uno sciopero così mobiliterebbe milioni di lavoratori e contadini poveri in tutte le città e zone del paese, determinerebbe una pressione decisiva sul governo e sullo Stato.
Invitiamo i nostri lettori a leggere due documenti che abbiamo pubblicato sulla nostra pagina web www.elmilitante.org.
Il primo del grande rivoluzionario russo Lev Trotskij, dal titolo: Perché i marxisti si oppongono al terrorismo individuale?, nel quale si può trovare il seguente passaggio:

“I nostri nemici di classe sono abituati a lamentarsi del nostro terrorismo (…) Vorrebbero qualificare come terrorismo tutte le attività del proletariato contro il suo nemico di classe. Ai suoi occhi, lo sciopero  è il principale metodo terrorista. Una minaccia di sciopero, l’organizzazione di picchetti, il boicottaggio di un padrone schiavista (…) considerano tutto questo terrorismo (…) Uno sciopero, anche di poca importanza, ha conseguenze sociali: aumento della fiducia dei lavoratori in sé stessi, rafforzamento dei sindacati e spesso persino miglioramenti nella tecnologia di produzione. L’assassinio del proprietario di una fabbrica non produce che effetti di natura poliziesca, o comunque cambiamenti privi di ogni significato sociale. Che un attentato terrorista, per quanto “fortunato” provochi confusione nella classe dirigente, dipende da circostanze politiche concrete. In tutti i modi, questa confusione dura sempre poco; lo Stato capitalista non si appoggia sui ministri del governo e non può essere eliminato con la loro eliminazione. La classe che serve troverà sempre con chi sostituirli; il meccanismo rimarrà intatto e continuerà a funzionare.

Abbiamo poi ripubblicato anche il nostro documento: Il marxismo e la guerriglia dove troveremo quanto segue:

“La guerra di guerriglia nel passato era stata una forma di lotta dei contadini e dei movimenti di liberazione nazionale, ma non è mai stato un mezzo di lotta portato avanti dai marxisti. Stanchi di non vedere una seria lotta e una prospettiva per combattere la miseria e l’oppressione nelle città, tutta una serie di attivisti rivoluzionari, soprattutto giovani, abbandonarono le città e le proprie posizioni di classe nella società per impugnare le armi nelle campagne e da lì combattere lo Stato borghese. C’era la speranza che con le loro gesta eroiche potessero stimolare le lotte nelle campagne e nella città accelerando il processo rivoluzionario. Si tratta di un atteggiamento eroico di abnegazione, che però risponde a un forte elemento di frustrazione e disorientamento, c’è più misticismo cristiano (sacrificio per salvare l’umanità), che coscienza basata in un’analisi della società, non diciamo neanche marxista. Il lavoro di costruzione di un partito rivoluzionario con forti radici nella classe sfruttata, in primo luogo nel proletariato, in grado di guidare le masse alla presa del potere, è lento, paziente e complesso. Non è un processo lineare e nella maggioranza dei casi è necessario partire da piccoli gruppi che con la formazione dei quadri che si sviluppano attraverso la discussione politica e la pratica rivoluzionaria. Questo processo, in generale, dura parecchi anni ed è costellato di sacrifici che sono necessari per forgiare un’avanguardia all’altezza dell’obiettivo: la vittoria del socialismo. Questo lavoro è possibile solo con idee chiare, analisi capaci di spiegare e prevedere i processi, alternative e metodi che si leghino all’esperienza delle masse e li riflettano. Questo è stato il processo che ha portato alla formazione del partito rivoluzionario più efficace della storia: il partito bolscevico.”

Queste sono le nostre argomentazioni, questo è il nostro orientamento chiaro e definito basato sull’azione cosciente della classe operaia nella lotta per la sua emancipazione. Accusiamo El Universal e l’agente governativo Raymundo Riva Palacio di essere dei provocatori pagati dalla classe dominante, la stessa che per decenni ha oppresso selvaggiamente il popolo lavoratore messicano, la stessa contro cui si sta sollevando il Messico che protesta, il poderoso movimento operaio seguito dai contadini poveri e i giovani del paese.
Lo diciamo anche a Fox: siamo qui! Non ci nascondiamo dietro nessun gruppo armato, puoi trovarci in centinaia di comitati di lotta contro i brogli elettorali che sono nati in tutto il paese, puoi trovarci in decine di sindacati operai, puoi trovarci in centinaia di comitati studenteschi in tutte le scuole di Città del Messico e in altre regioni del paese, puoi trovarci nell’accampamento di Zocalo-Reforma, puoi portare con te il tuo pennivendolo Riva Palacio e troverete il volto di migliaia di lavoratori e giovani delle campagne e della città che difendono e adottano, considerandole proprie, le nostre idee; portalo con te perché torni a scrivere contro di noi dalle colonne de El Universal. Il suo corsivo di oggi, 25 agosto 2006, dimostra solo il terrore che la tua classe borghese ha per le nostre idee e che queste si diffondano nel movimento. Vieni al nostro stand, lì si diffonde il nostro materiale di propaganda, lì si fanno dibattiti politici con rappresentani della nostra classe e si promuove lo sciopero generale, che presto o tardi i dirigenti del Prd e del sindacato saranno costretti a convocare.
E insistiamo, Fox: siamo disposti a lottare fino alla fine dentro le organizzazioni tradizionali del movimento operaio, il Prd e i sindacati. Stiamo lottando per creare uno, due, tre, molte Oaxaca, ma non partendo dai proiettili, ma dalle idee. Le idee si trasformano in una forza straordinaria quando si impossessano della mente delle masse, come spiegava Marx. Il broglio elettorale voluto per sostenere un nano come te, Felipe Calderon, si è trasformato nel suo contrario, sta servendo solo a risvegliare la nostra classe, questa classe operaia che controlla la società, questa classe operaia senza il cui permesso non si accende una luce, non gira una ruota, non squilla un telefono, non si distribuisce una goccia d’acqua. La situazione post-elettorale non serve solo a contare i voti, serve alla trasformazione socialista della società. Saremo al presidio davanti alla Camera dei Deputati perché tu possa rendere il tuo ultimo rapporto di menzogne, ci saremo al grito de independencia del 15 settembre, il comizio che terrà Lopez Obrador e alla Convenzione nazionale del 16 settembre. Questo movimento non lo ferma niente, arriverà fino in fondo, fino al socialismo.

Viva la classe operaia e le sue tradizioni di lotta!

Viva l’internazionalismo proletario!

Sciopero generale contro i brogli elettorali!

L’unica via: la lotta per il socialismo!