Il 16 giugno, all’ora di pranzo, Jo Cox, una giovane parlamentare laburista, si trovava fuori da una libreria, come faceva ogni settimana per incontrare i residenti del suo collegio elettorale. Era un giorno come un altro nella piccola città di Birstall, vicino a Leeds nello Yorkshire. Nulla avrebbe fatto pensare che qualcosa di orrendo stesse per accadere.

La lotta contro la riforma sul lavoro è entrata in una nuova fase, una fase decisiva. Lo sviluppo degli scioperi e dei blocchi a oltranza in molti settori chiave dell’economia ha cambiato la dinamica del movimento. Tutto si sta accelerando. Dopo una serie di “giornate d’azione”, in questi due mesi, cui il governo ha risposto con la violenza poliziesca e con la 49-3 [N.d.T. articolo della Costituzione Francese che permette al governo di fare approvare una legge col voto di fiducia all’esecutivo], l’obiettivo immediato del movimento è ormai quello di paralizzare l’economia. Questa è la sua sola possibilità di vittoria.

Ieri il parlamento greco ha votato un nuovo pacchetto di misure di austerità. Le misure prevedono l’aumento delle tasse per 2,8 miliardi di euro, il più grande programma di privatizzazioni della storia del paese e un meccanismo automatico anti-sforamento del debito per il futuro.

Negli ultimi giorni e settimane negli editoriali e sulle prime pagine dei quotidiani spagnoli e statunitensi si è intensificato l’assalto contro la rivoluzione bolivariana. I problemi di scarsità delle merci in corso hanno portato a casi di saccheggio. L’opposizione di destra vuole arrivare a un referendum per la revoca del presidente, ma sta anche minacciando azioni violente facendo appello alle potenze straniere e chiedendo, in alcuni casi, l’intervento militare.

Che “il sistema sia truccato” è la sensazione di milioni di americani, mentre ci avviamo verso i momenti finali del processo di selezione dei candidati per le presidenziali. Sia Bernie Sanders che Donald Trump, che erano considerati degli outsiders dell’antipolitica, si sono inseriti in questo profondo malcontento.

Un nuovo movimento di protesta è iniziato, in maniera esplosiva, presso il Politecnico Nazionale (IPN) di Città del Messico. Il 14 aprile si sono svolte tre manifestazioni per un totale di circa quindicimila studenti e lavoratori in piazza.

Quest’anno ricorre il centenario dell’insurrezione di Pasqua del 1916. Un episodio poco conosciuto in Italia: la storia la scrivono i vincitori, e le ribellioni degli oppressi sono i primi avvenimenti ad essere occultati o se proprio necessario, vilipesi e calunniati.

Avvenimenti drammatici si sono svolti in Brasile la scorsa notte, quando il Congresso [Parlamento] ha votato per l’impeachment del presidente Dilma Rousseff. Tutto il paese stava seguendo il processo, suddiviso in due campi, da un lato quello reazionario borghese e piccolo borghese a favore dell’impeachment e dall’altro i giovani e i lavoratori contrari.

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