Negli ultimi 2 mesi gli eventi in Venezuela e in altri paesi dell’America Latina hanno enormemente approfondito le contraddizioni tra rivoluzione e contro-rivoluzione. Prima c’è stato il colpo di stato in Honduras alla fine di giugno che ha rappresentato un avvertimento per le masse del Salvador, della Bolivia, dell’Ecuador e del Venezuela.

La mobilitazione contro il colpo di stato si intensifica in Honduras. Ieri , domenica 5 luglio, mezzo milione di persone (in un paese di tre milioni di abitanti) hanno manifestato nella capitale Tegucigalpa contro i golpisti. Negli scontri avvenuti attorno all'aeroporto, dove sarebbe dovuto atterrare Manuel Zelaya, il presidente legittimo, almeno due manifestanti sono stati uccisi dall'esercito.

In che senso si può dire che sia iniziata la rivoluzione iraniana? Lenin spiegò le condizioni per una situazione rivoluzionaria: innanzitutto la classe dominante deve essere divisa e incapace di governare con gli stessi metodi di prima. Questa condizione è chiaramente presente in Iran.

Il 21 maggio, durante una manifestazione alla presenza dei lavoratori delle imprese di base dello stato di Guayana, il presidente Chávez ha annunciato la nazionalizzazione delle imprese siderurgiche e della lavorazione del ferro (briquetero) Orinoco Iron, Venezolana de Prerreducidos del Caroní (VENPRECAR), Materiales Siderúrgicos (MATESI), Complejo Siderúrgico de Guayana (COMSIGUA), nonché di Tubos de Acero de Venezuela (TAVSA) e Cerámicas Carabobo. Di Hermann Albrecht, dal Venezuela.

Le recenti elezioni in India sono state dipinte dai mass media borghesi come una “fuga dalla sinistra." Ma ciò non è affatto vero. La realtà è che le politiche dei due principali partiti comunisti sono state tali che le masse non potevano identificarli come un’alternativa reale al partito del Congresso. Per i loro errori i due partiti comunisti hanno pagato un prezzo molto caro: il nostro compito è quello di imparare dall’esperienza per rompere con le politiche di collaborazione di classe.

Nel momento attuale di difficoltà del capitalismo uno dei settori più colpiti dalla crisi generale di sovrapproduzione è quello automobilistico. Ciò implica un’offensiva generale contro i lavoratori da parte delle grandi multinazionali del settore che vorrebbero farci pagare i danni provacati dalla crisi tramite licenziamenti, chiusura di fabbriche, perdita di diritti, terziarizzazione, ecc...