Dire che una rivoluzione è cominciata non vuol dire che è stata completata, ancor meno che la vittoria è assicurata. è una lotta di forze vive. Una rivoluzione non è un dramma ad atto unico. è un processo complesso con molti alti e bassi. Il rovesciamento di Mubarak, Ben Alì e Gannouchi segna la fine del primo stadio, ma la rivoluzione non è ancora riuscita ad abbattere completamente i vecchi regimi, mentre questi ultimi non sono ancora riusciti a ristabilire pienamente il controllo.

All'inizio le rivendicazioni della rivoluzione sono democratiche. E’ ovvio! Dopo 30 anni di dittatura brutale la gioventù desidera la libertà. Naturalmente, il loro desiderio di democrazia può essere sfruttato dai politici borghesi per favorire le loro carriere in un futuro parlamento democratico. Ma noi siamo obbligati ad impugnare le rivendicazioni democratiche e a darle un chiaro contenuto rivoluzionario. Perchè questo porterà inevitabilmente alla richiesta di un cambiamento decisamente più radicale della società.

La straordinaria manifestazione di 500mila persone del 26 marzo – la più grande manifestazione sindacale nella storia del movimento operaio britannico – è stata una risposta eccezionale alle misure di austerità della coalizione di governo. Ha mandato un messaggio chiaro: i lavoratori di questo paese non sono disposti a subire passivamente le misure di austerità del governo.