Una battaglia decisiva si sta svolgendo all’interno del PSUV in Venezuela, una battaglia che riguarda le candidature al parlamento per il partito nelle prossime elezioni. La sinistra sta combattendo una battaglia impari, poichè i candidati della destra hanno avuto molte più risorse e sostegno ufficiale dal partito a livello locale rispetto ai candidati che genuinamente rappresentano i lavoratori e i poveri. E’ una battaglia cruciale nella rivoluzione venezuelana.

Le recenti elezioni politiche ed amministrative in Gran Bretagna hanno prodotto una situazione parlamentare instabile, che è un riflesso della instabilità reale esistente nella società. Non solo i risultati hanno prodotto un parlamento in stallo senza maggioranza assoluta per nessun partito, ma addirittura si è giunti ad una alleanza Tory-liberali, per la prima volta in più di 70 anni.

La Grecia resiste ai diktat dell’Unione europea e del Fmi. Lo sciopero e la manifestazione di ieri ad Atene sono state le più grandi dalla fine della dittatura dei colonnelli, oltre 35 anni fa. A centinaia di migliaia i lavoratori e i giovani sono scesi in piazza ad Atene, a Patrasso a Salonicco e in tante altre città della Grecia.

Da quando la crisi in Grecia ha conquistato le prime pagine, sono spuntate dappertutto, sui media borghesi, un sacco di frottole su come in Grecia il settore pubblico sia enorme, le settimane lavorative cortissime, le pensioni grasse e facili ed un sacco di altre amenità per gettare sui lavoratori la colpa della crisi. Le cifre ed i fatti, tuttavia, hanno la testa dura e raccontano una storia completamente diversa.

La rivoluzione cubana si trova ad affrontare ulteriori attacchi da parte delle potenze capitalistiche. C'è una campagna diffamatoria e isterica su scala internazionale, che dimostra ancora una volta di più l'odio dei borghesi per una rivoluzione, che a dispetto dei suoi errori e delle difficoltà resiste e continua a rappresentare un polo di attrazione per i lavoratori e i contadini dell’America Latina e a livello internazionale.

Nel percorso che porterà alle elezioni di settembre, l’opposizione si sta preparando su diversi fronti. Da una parte c’è il sabotaggio economico, dall’altra le manovre degli elementi di destra presenti all’interno dello stesso movimento bolivariano. Nel frattempo, tutto questo sta esercitando un effetto di radicalizzazione a sinistra.

Il Movimento al Socialismo (MAS) risulta confermato come prima forza nazionale alle elezioni del 4 di aprile. Alle precedenti elezioni municipali del 2004 il MAS aveva vinto in 80 dei 327 comuni del paese ma in nessuna dei capoluoghi regionali né nelle cittá importanti, mentre alle regionali del 2005 aveva conquistato il governo solo nelle regioni di Chuquisaca, Potosí ed Oruro. Oggi il MAS é maggioranza nei consigli comunali di Cobija, Cochabamba e della popolosa El Alto, terza cittá del paese. Le proiezioni sulla base dei primi scrutini gli attribuiscono anche i governi regionali di Potosí, La Paz, Cochabamba, Chuquisaca, Oruro e probabilmente Pando.

Nel percorso che porterà alle elezioni di settembre, l’opposizione si sta preparando su diversi fronti. Da una parte c’è il sabotaggio economico, dall’altra le manovre degli elementi di destra presenti all’interno dello stesso movimento bolivariano. Nel frattempo, tutto questo sta esercitando un effetto di radicalizzazione a sinistra.

Un riassunto del discorso pronunciato dal Coordinatore Nazionale Movimento Socialista Nero e leader della Sinistra Marxista del PT, Josè Carlos Miranda, durante l’udienza pubblica della Corte Suprema Brasiliana sulle quote razziali tenuta il 5 Marzo 2010.

L’appello lanciato dal Presidente Chavez per la costituzione di una nuova internazionale rivoluzionaria, la Quinta Internazionale, ha provocato un dibattito appassionato tra le fila del movimento operaio in America Latina e su scala mondiale. È impossibile per i marxisti rimanere indifferenti alla questione. Che atteggiamento dovremmo prendere nei suoi confronti?

Tutte le macchine si sono fermate così come le navi, il trasporto pubblico è stato bloccato, lo stato è stato paralizzato. La classe operaia greca ieri ha risposto, nonostante il fatto che i mass media e la borghesia volessero zittirla attraverso una tempesta di terrorismo ideologico e politico, ed è tornata all’azione con uno sciopero generale di grandi proporzioni.