L’ottimismo pare sia l’unica merce che la borghesia sia disposta a regalare negli ultimi tempi. Monti è ottimista, e vede la luce in fondo al tunnel. I mercati sono al settimo cielo dopo la decisione della Bce di acquistare “senza limiti” i buoni del tesoro dei paesi della zona euro. Mai come oggi, tuttavia, questo ottimismo è pura propaganda.

Diciotto anni dopo la fine dell’Apartheid e la nascita della “libertà e della democrazia”, l’omicidio brutale da parte della polizia di 34 minatori nelle miniere di platino di Marikana, di proprietà della Lonmin, ha svelato la cruda realtà fatta di sofferenza e tormento del proletariato sudafricano. Questo massacro ricorda quello di Sharpeville, dove nel 1960 sessanta manifestanti di colore vennero uccisi dal regime razzista dell’apartheid.

Nel momento in cui i combattimenti si sono estesi alle due principali città siriane, Damasco e Aleppo, in generale, il movimento di massa è notevolmente scemato, lasciando il posto alla guerriglia, come la lotta armata guidata dalle milizie dell'Esercito Libero Siriano (Els). Dove sta andando la Siria e che cosa la rivoluzione, o più correttamente, ciò che ne resta, potrà produrre?