La UKIP-mania ha travolto la Gran Bretagna, o meglio la schiera dei suoi “opinionisti”. Se dovessimo formarci un’opinione basandoci solamente su quello che si sente dai media borghesi (come fanno proprio gli esponenti di questi stessi media), non saremmo in grado di pensare a nient’altro che all’inesorabile scalata dell’UKIP verso il primato elettorale.

La Coppa del Mondo non è più argomento esclusivo delle pagine di sport. In altri tempi, la preoccupazione principale sarebbe stata la performance della squadra nazionale, gli idoli, le probabilità di vincere la coppa. Oggi, sicuramente, i tempi sono cambiati.

Martedì 11 giugno, il gruppo fondamentalista islamico ISIS ha conquistato Mosul, una città chiave dell’Iraq settentrionale, procedendo poi in direzione di Baghdad e catturando diverse altre importanti città. Centinaia di migliaia di rifugiati sono in fuga da questi centri, temendo per la loro sorte sotto il governo di questo gruppo ultrareazionario. Questo spettro di barbarie che si staglia all’orizzonte è un risultato diretto delle ciniche avventure dell’imperialismo statunitense.

La vittoria schiacciante del BJP e l’ascesa fulminea di Narendra Modi come leader populista hanno stordito un gran numero di analisti laici e progressisti in India e a livello internazionale. Speravano in realtà, contro ogni logica, che il risultato fosse diverso dalle previsioni degli esperti sui media borghesi.

I minatori della regione di Donetsk hanno incrociato le braccia il 27 maggio, dando il via ad uno sciopero ad oltranza contro l’offensiva in corso da parte dell’esercito ucraino e per la fine dell’“operazione anti-terrorismo” (ATO) nella regione; hanno già preso parte allo sciopero molte miniere del Donbas e sembra che la mobilitazione si stia diffondendo ad altre ancora. 

La celebrazione del referendum in Ucraina orientale rappresenta una nuova svolta, potenzialmente pericolosa, nella crisi del paese. I rappresentanti della popolazione delle regioni di Donetsk e Lugansk dicono che rispettivamente l'89 e il 96% hanno votato a favore dell'autonomia.